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Pedagogia Teatrale



::Laboratorio di commedia dell'arte
::Laboratorio di biomeccanica
:: Laboratorio di teatro di narrazione
:: Laboratorio costruzione maschere
Laboratorio di Narrazione

docente:Giovanni Balzaretti

Il Teatro di Narrazione non è un Teatro da Palco.
Il Teatro di Narrazione non è un Teatro di Parola, è un Teatro di Immagini.
Il Teatro di Narrazione non è finto.

E’ nato intorno alle fonti, ai fuochi, nelle aie e sugli altari.
Si è diffuso nelle osterie, nei mercati, intorno alle culle.
Arte per sacerdotesse o per cacciaballe.
Ancora oggi la sua forma più diffusa non è sui palchi ma sui muretti e nei social forum.
Il Teatro di Narrazione è una gramigna che prima invade e poi infesta ogni forma di civiltà, oralmente ne tramanda i valori e ne sputtana i cialtroni.
Propongo di indagare per tre giorni le scienze artigianali dei nostri contemporanei e dei nostri antenati.

Io vi do i saperi sulle radici e voi provate a dare frutti..

Piano Pedagogico:

SEMPLICITA'
VERITA'
ASCOLTO
ARCHITETTURE FANTASTICHE
ESSENZIALITA'
FISICITA'
PUBBLICO
LA SEDIA
MUSICA DAL VIVO
SCENE, LUCI, COSTUMI , EFFETTI SPECIALI
LA QUARTA PARETE
IL TABELLONE
I SILENZI
DIFENDERE L'ERRORE
REGIA O AUTOREGIA
PAOLINI, CELESTINI, BALIANI, CUTICCHIO, KANTOR
VERGOGNA E TIFO
DISCIPLINA O AUTODISCIPLINA
COMUNICAZIONE NON VERBALE
IL METODO STANISLAWSKY
VOCE E VOCI
IN TERZA PERSONA
IN PRIMA PERSONA VIENE DICHIARATO
IL VALORE CIVILE
PISTOLOTTO DELLA NASCITA PREISTORICA DEL TEATRO
ORGOGLIO DEL PASSATO DI UN POPOLO, DEPOSIZIONE DEGLI EROI
L'UNIVERSITA' DEGLI ANALFABETI
CONTASTORIE, CANTASTORIE, TROVATORI, MENESTRELLI, BARDI, CUNTISTI,
PREDICATORI APOCALITTICI, CERRETANI, CORTIGIANE, IMPROVVISATORI IN OTTAVA RIMA
OMERO MELVILLE DANTE
IL LAVATOIO, LA STALLA, LA PIAZZA DEL MERCATO, FACEBOOK
( NARRATORI INCONSAPEVOLI )
FOLE, FIABE, FILASTROCCHELE, SAGHE, EPOPEE, VEGLIE
LA FORMULA di PROPP:
UN PROTAGONISTA POSITIVO
UN ANTAGONISTA NEGATIVO
UN PROBLEMA GRAVE
UN OGGETTO MAGICO NASCOSTO
GLI SCHELETRI DRAMMATURGICI:
SCATOLA A TRE:
PROLOGO
SCENA MADRE
EPILOGO
SCATOLA A CINQUE:
PROLOGO
ANTAGONISTA
PROTAGONISTA
SCENA MADRE
EPILOGO
SCATOLA A SETTE:
PROLOGO
ANTEFATTO
ANTAGONISTA
PROTAGONISTA
SCENA MADRE
EPILOGO
MORALE
LA TRAGEDIA
L’ESPANSIONE
IL TEATRO DI NARRAZIONE NON è UN TEATRO DI PAROLA
è UN TEATRO DI IMMAGINI
RACCONTARE UNA BARZELLETTA
RACCONTARE UNA SFIGA
LA IPSILON ( IL BIVIO )
LA RINCORSA
IL TESTIMONE
IL DIARIO
TUTTI I PERSONAGGI CHE ENTRANO DEVONO USCIRE
LE PETTEGOLE, I SOPRAVVISSUTI
I MATTATORI DL TEATRO ITALIANO
LO STORY BOARD, LA VIA CRUCIS
FEDERICO FELLINI
PINA BAUSCH
PEPPINO CELANO
RITMO, PHATOS, CORAGGIO DELL’ARGOMENTO
LE FIABE e LE FOLE
GLI OCCHI

RACCONTARE IL VIAGGIO
Cantiere di Narrazione

di Giovanni Balzaretti

Siamo animali nomadi, da sempre e per sempre. Per fame, per sete, per sesso, per paura, per curiosità, per conquistare territori fertili, per fede, per insoddisfazione. Perché perseguitati o perché persecutori. O in tempi più recenti per noia, per moda e per turismo. Il viaggiare è stato così importante per la specie che è diventato metafora anche di altre esperienze indimenticabili: gli Hippy chiamavano "viaggio" sdraiarsi su un divano e assumere alcaloidi, gli Egizi chiamavano viaggio una cosa decisamente statica come la Morte, tanto da fornire al defunto barca, viveri, schiavi e cortigiane. Insomma dal viaggiare, vero o figurato, non ci siamo mai staccati.

Il racconto di viaggio
Indissolubilmente legato al viaggiare è il racconto di viaggio, che può assumere la forma scritta, o in tempi più recenti fotografica o multimediale, ma che per millenni è stato tramandato esclusivamente in forma orale. Il viaggio diventava quindi ballata, filastrocca, ode, laude, epopea. Storia horror o buffonesca, fiaba con morale o sconceria. Da Omero a On the Road, da Salgari a Avatar il meccanismo è sempre lo stesso: tra la partenza all'arrivo c'è di mezzo l'impresa. E il racconto dell’impresa può essere affascinante come un nuovo viaggio. Eppure oggi è diventato difficile trovare dei narratori in grado di raccogliere intorno a sé gli ascoltatori, di trasportarli nel tempo e nello spazio di un racconto, coinvolgendoli nelle vicende di una storia, legandoli a sé col suono della voce e la fascinazione del corpo in movimento.

L’importanza della narrazione
Se è vero che certe figure di narratore e molte modalità di narrazione, soprattutto orale, sono scomparse, è altrettanto vero che la narrazione si impone come situazione comunicativa e modalità relazionale in gran parte della vita quotidiana. Il narratore non cerca di dimostrare la validità di una tesi, quanto piuttosto di affabulare, di tenere desta l'attenzione dell'interlocutore. Si può quindi pensare alla narrazione come ad una fondamentale risorsa, capace di contribuire alla costruzione e alla presa di consapevolezza di un patrimonio culturale condiviso.

Gli argomenti del Corso
Questo cantiere ha l’obiettivo di formare e approcciare il pubblico alla narrazione attraverso semplici regole da rispettare:
Gli scheletri strutturali narrativi;
L'ascolto. Il senso profondo della narrazione risiede nell’essere ascoltati e nell’ascoltare. Ciò non significa solo parlare mentre gli altri sono in silenzio: l’ascolto prevede che tutti siano costruttori dei significati attraverso un atteggiamento;
La sospensione del giudizio. In campo narrativo, nessuno possiede verità definitive. In particolare, il narratore non è colui che ha l’accesso ai veri significati, bensì un animatore-facilitatore in grado di stimolare le narrazioni e il loro ascolto.
Alla fine del cantiere gli allievi saranno in grado di costruire autonomamente una storia ripescando dai ricordi personali o di persone conosciute e di esibirsi in una breve ma intensa performance che li vedrà protagonisti di quel magico mondo che è la narrazione.