PROLOGO:
Quando da piccolo giocavo a nascondino per le vie del paese la formula che si doveva pronunciare toccando casa madre era “ tana libera per me, libera per tutti ”.
In questo modo la tua destrezza non premiava solo te ma rimetteva in gioco anche quelli più malaccorti che si erano fatti prendere.
Il mio era un paese con forti radici partigiane, penso che quella formula fosse un sotterraneo espediente di pedagogia comunitaria e altruistica.
E poi la libertà è una festa.
Riconquistarla è una festa. Perderla una tragedia.